SPEECH OF H.S.H. THE AMBASSADOR PRINCE WINDISCH-GRAETZ

Your Excellency, Nuncio

 

The Diplomatic Corps accredited to the Republic of Slovenia are gathered here today and the AMBASSADORS together represent, their admiration for your Excellency, who in the spirit of our Lord Jesus, has ably undertaken the Slovenian Episcopal Conference in harmony with the Holy Father. I believe that I can say on behalf of us all, that your example, and advice coupled with your strong personality has been that of a real man of GOD, inspired by St. Francis “ where there is hatred, I bring love “. Pope Francis in the wake of this great Saint teaches us humility, mercy and charity.

Each Diplomat here today, in the course of his service in Slovenia, has found in your person, someone who has not only been an “a good shepherd“ but also a real friend.

The life of each of us is a collection of coincidences and experiences, which with the passing of time help us to understand our own faith, our attitude to charity and love of the life to come.

In 1967 Archbishop Wojtyla ordained you in the Cathedral of Wawel in Cracovia. Certainly you had no idea that a man destined to become a Saint had ordained you. You were sent to Rome to study canon law and the then Card. Wojtyla asked to enter the Pontifical Ecclesiastic Academy, the Academy for the Vatican Diplomatic Service. You graduated with your thesis “ Diplomacy as a science and art in the service of peace as indicated by Krzysztof Warszewicki “

Dear friends, Diplomats, in 1973, another Saint, Paolo VI, nominated our Julius Janusz to be accredited to the Nunciature in Bangkok Thailand, covering also Laos, Malaysia, Then followed appointments in Denmark, Sweden, Finland, Norway, Iceland and Greenland. Appointed Counsellor in West and East Germany, Brazil, Low Countries, Hungary and for 3 years Charges d’Affaire in Taiwan.

We surely believe that you carry in your heart real memories, experiences and knowledge of many diverse peoples and their ways of life. As a result on the 25th March 1995 you were nominated Archbishop Titular of Caorle and Apostolic Nuncio in Ruanda where Saint John Paul said to you “ I am sending you to the most difficult Nunciature in the world! “ But these difficulties did not frighten you but reinforced your spirit, faith and your generosity towards others, also those of other religions, but never forgetting to be a Priest of Christ.

 

After 4 years in Ruanda followed a further 4 years as Nuncio in Mozambique.

Then in 2003 you return to Europe to Hungary as Nuncio with 8 important years service in Budapest, and finally on the 10th February 2011 you were appointed Apostolic Nuncio in Slovenia with a Delegate for Kosovo.

We, Ambassadors, know that you are fluent in polish, Italian, French, English, German, Portuguese and Dutch and overall in liturgy Hungarian, Spanish, Chinese, Russian and Slovenian, and of course Latin.

Dear Ambassadors, Dear Nuncio, we all appreciate your love for the Church, and your openness towards political problems and the state of man. You have accompanied the local Church during a difficult period in which the whole credibility of the Church was called into question and by some more or less explicit threats you knew how to take the correct precautions to protect the liberty of the church’s teaching and of the defence of families. You have helped build the lives of many persons and been an example for us all in building of a “New Jerusalem “, and we may not possibly forget your work as a “ builder” of Nunciature, which are a concrete symbol of the Church and the Holy Father for humanity. They are also the home of the Pope that Nuncio represents via the Bishops Conferences and the States.

You have always been sensitive to the need to have a place to pray and receive in prayer, and this magnificent chapel is the central inspiration of your DIPLOMACY, where each day you celebrate Holy Mass for the Slovenian People, for their faith, for their Government and for us Diplomats.

When I spoke of you as a builder, I do not intend to refer only to this splendid place where you receive us today, but also the new buildings you created in Mozambique, Hungary, the rebuilding of the seat in Taipan, in Ruanda in 1994, on land given by the Government to the Church, following the visit of Pope John Paul II, you made a project for 25 houses, a study centre, a first aid clinic, and where there is a construction in the form of a heart as a small church for children.

In this long adventure you have always invoked the Holy Mary, Mother of Love, and Saint Stanislaw, who have never failed in their loving protection for your work in your long service for the Church.

In saluting you for the future we must not fail to remember the faith and love for the Church, which has allowed you to engage so eloquently in the rights of man.

 

I ask all the guests to join me in raising our glasses to the health and personal happiness and blessings for His Excellency the Apostolic Nuncio.

 

 

ITALIAN:

Eccellentissimo Signor Nunzio,

 

il Corpo Diplomatico accreditato presso la Repubblica di Slovenia si stringe a Vostra Eccellenza per portarti il saluto dei Paesi che ciascun Ambasciatore rappresenta unitamente alla riconoscenza per quanto Vostra Eccellenza, con spirito di fede e guidato dalla parola del Vangelo, ha saputo fare in questi anni presso la Conferenza Episcopale Slovena, che hai sostenuto, facendoti portatore della sollecitudine paterna del Papa, con l’esempio e con il consiglio e la tua specifica forte personalità che, credo di poter dire a nome dei colleghi, ha conquistato tutti per l’esempio di vero uomo di Dio, anche ispirato da San Francesco: “dove è odio che io porti amore”. Papa Francesco, sulla scia di questo grande Santo, ci insegna l’amore per gli umili, la misericordia, la carità.

Ogni diplomatico oggi presente, e quanti ti hanno conosciuto a motivo del loro servizio, hanno trovato in Vostra Eccellenza si un Pastore, ma anche un sincero amico.

La vita di ognuno di noi è costellata da singolari coincidenze che, ricongiunte a distanza di anni, ci fanno capire da dove viene la nostra fede, la nostra predisposizione alla carità, all’amore del prossimo.

Nel 1967 l’Arcivescovo Wojtyla ti ordina sacerdote nella Cattedrale di Wawel a Cracovia. Certo allora non avresti mai immaginato che l’ordinazione appena ricevuta ti fosse stata conferita da colui che poi sarebbe divenuto Santo. Inviato a Roma per gli studi di diritto canonico, ancora il Santo Giovanni Paolo, l’allora Cardinale Wojtyla, volle inviarti alla Pontificia Accademia Ecclesiastica: l’Accademia della Diplomazia Vaticana, dove hai concluso gli studi con la tesi di dottorato “Diplomazia come scienza ed arte a servizio della pace secondo Krzysztof Warszewicki”.

Gentili amici, diplomatici, nel 1973, ancora una volta un Santo, Paolo VI, nominò il nostro Juliusz Janusz Addetto di Nunziatura nella Rappresentanza Pontificia in Tailandia, la nunziatura era Bangkok, competente anche per Laos, Malesia e Singapore. Da Bangkok fosti trasferito a Copenhagen. Tale rappresentanza pontificia si occupava di Danimarca, Svezia, Finlandia, Norvegia, Islanda e Groenlandia. In seguito fosti nominato Consigliere in Germania Ovest e Est, in Brasile, nei Paesi Bassi e in Ungheria e per tre anni Incaricato di Affari a Taiwan.

Dobbiamo credere che sempre hai saputo portare in alto nei cuori dei fedeli esperienza multi etnica che ha fatto di te un conoscitore di costume e di popoli. Per questo il 25 marzo 1995 fosti nominato Arcivescovo titolare di Caorle e Nunzio Apostolico in Ruanda, dove il Santo Giovanni Paolo ti disse: “ La invio nella Nunziatura più difficile del mondo”. Ma le difficoltà non ti hanno mai spaventato, anzi, hanno rafforzato il tuo spirito, la tua fede, la tua generosità, la tua capacità di rapporti umani, anche con coloro appartenenti ad altro credo religioso, mai dimenticando di essere sacerdote di Cristo. E quindi, dopo quattro anni in Ruanda, sei stato inviato per altri quattro anni come Nunzio Apostolico in Mozambico. Nel 2003 torni in Ungheria come Nunzio Apostolico e dopo otto anni di importante servizio a Budapest, il 10 febbraio 2011, sei stato nominato Nunzio Apostolico in Slovenia e Delegato Apostolico per il Kosovo.

Tutti noi Ambasciatori abbiamo potuto riscontrare come riuscissi a comunicare facilmente in polacco, italiano, tedesco, francese, inglese, portoghese e olandese e questo non solo nei colloqui, ma anche nel tuo servizio episcopale.

Gentili Ambasciatori, carissimo Monsignor Nunzio, abbiamo tutti apprezzato il tuo amore per la Chiesa, la tua apertura verso i problemi politici ed esistenziali dell’uomo.  Hai accompagnato la Chiesa locale in un momento difficile, in cui la credibilità della Chiesa stessa è stata profondamente colpita e di fronte a minacce più o meno esplicite, hai saputo prendere posizione per la libertà dell’insegnamento e la difesa della famiglia.Sei stato un costruttore e testimone della vita di tante persone, un esempio per tutti nel favorire la costruzione di una comunità sempre più umana e solidale, ma non possiamo non riconoscerti anche il merito di essere stato un costruttore “di nunziature”, che sono il simbolo concreto dell’interessamento della Chiesa e del Papa per l’umanità, che sono anche la casa del Papa che il Nunzio rappresenta presso la Conferenza Episcopale e gli Stati. Ecco per questo motivo le hai volute, sia per il lavoro che per l’accoglienza, sempre riservando una grande attenzione al luogo ove custodire nostro Signore per pregare, così come mirabilmente sei riuscito a fare in questa magnifica Cappella, centro ispiratore della tua azione diplomatica, ove ogni giorno celebri la tua Santa Messa per il popolo sloveno, per la sua crescita spirituale, per i suoi governanti, per noi rappresentanti delle nazioni accreditate.

Quando poco fa ho detto costruttore, non mi riferivo solo alla tua ultima fatica, questa splendida sede che oggi ci accoglie per un saluto così toccante, ma anche alla nuova sede delle nunziature di Mozambico e Ungheria, alla ristrutturazione della sede di Taipei, a “Nazareth, Città di accoglienza di Giovanni Paolo II” in Ruanda dove nel 1994, su un terreno regalato dal Governo alla Chiesa, a seguito della visita di Papa Giovanni II, hai progettato e disegnato una struttura che comprende 25 abitazioni, un centro scolastico e un ambulatorio e dove spicca una costruzione a forma di cuore: una chiesetta per i bambini.

In questa tua lunga avventura hai invocato Maria Santissima, Madre del bell’amore, San Stanislao, che non ti hanno fatto mancare mai la loro amorevole protezione per il lavoro che sempre hai svolto per amore della Chiesa.

Nel salutarti non potevamo non ricordare la fede e l’amore per la Chiesa che ti hanno fatto impegnare per l’affermazione dei diritti dell’uomo.

 

 

  EMBASSY OF THE SOVEREIGN ORDER OF MALTA TO THE REPUBLIC OF SLOVENIA  
VeleposlaniŠtvo Suverenega MalteŠkega VojaŠkega Reda v Republiki Sloveniji Ciril Metodov trg 8 Sl-1000 Ljubljana, Slovenija
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